Diritti umani - Lettera aperta al Presidente della Repubblica Italiana
Versione Italiana
Illustre Signor Presidente,
chi Le scrive è un italiano che si sente privato della propria libertà personale e quindi discriminato.

Chi Le scrive è confuso perche' da una parte legge che l'Italia è un paese libero e democratico e dall'altra la realtà che sta vivendo è completamente diversa!
Il problema è che non sono il solo ad essere privato della mia libertà ma qualcuno dice che siamo circa 20.000 all'anno.

Sono un cittadino italiano che ha una relazione sentimentale da quasi 4 anni con una partner extracomunitaria.

I nostri incontri sono legati al regime del rilascio dei visti che non riconoscono "uno stato di fidanzamento" o una "coppia di fatto".
Qualcuno mi domanda giustamente "ma perche' non vi sposate?". A questo "qualcuno" ricordo sempre che il divorzio in Italia può durare anche 4 anni (giudiziale) ed io provengo da un matrimonio fallito. Quindi la risposta è "Lo so ma ancora non possiamo".

Avrà letto spero in questi giorni l'impresa che ho portato a termine per mostrare all'opinione pubblica le difficoltà a cui siamo sottoposti per poter incontrare "la nostra metà" extracomunitaria.

La mia compagna vive in Serbia e le ho portato una rosa rossa da Roma guidando la mia motocicletta per 1.300 kilometri in due giorni esposto alle intemperie della natura.

L'ho fatto perchè la richiesta di un visto per turismo per la mia compagna, ad esempio, presenta le stesse difficoltà, pericoli e imprevisti di un viaggio in motocicletta.

La mia impresa è riportata nel sito internet http://www.inviaggiopertamara.com ed è stata oggetto di un servizio su RAI3, 3 articoli su Repubblica/Metropoli, Corriere della Sera, interviste su Radio Popolare, Radio Città Aperta, Radio Radicale, ANSA, l'Unità e TV Nazionale Serba (spero di non averne scordata qualcuna!).

Il viaggio non è stato pesante sotto il profilo fisico. Non avevo idea di quale forza potesse dare la voglia di combattere per riacquistare la propria libertà personale.
Quella libertà di poter vivere con la persona che si ama.

Con il regime dei visti attuale veniamo costretti a mentire richiedendo "visti per turismo" oppure ad effettuare tentativi di assunzione utilizzando il decreto flussi.
Tutte richieste che ci espongono all'accusa di immigrazione clandestina, in quanto false dichiarazioni.

Io e la mia compagna abbiamo 45 e 46 anni rispettivamente, ci stiamo avvicinando ai 50 e non so per quanto ancora potrò guidare la mia moto percorrendo 1.300 kilometri in due giorni.
Se sarà necessario lo rifarò di nuovo fino a quando non mi sentirò finalmente un essere libero.

Per favore Signor Presidente, aiuti me, la mia compagna e i circa 20.000 italiani all'anno ad avere una vita serena e tranquilla con le proprie compagne e con i propri compagni.

Ci aiuti a trovare quella stessa vita serena e libertà che hanno le coppie formate da italiani.
Ci aiuti, non ci faccia sentire discriminati.

La ringrazio infinitamente per la Sua attenzione.

I miei più distinti saluti
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Alessandro Arbitrio e Tamara

Coppie miste: Prima lettera di Tamara e Alessandro al Presidente della Repubblica Italiana
Coppie miste: Seconda lettera di Tamara e Alessandro al Presidente della Repubblica Italiana
Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana, faccio riferimento al Prot. n. 66XXX del XX.XX.06 della Prefettura di XXXX - Gabinetto Affari Sociali - dove mi viene comunicato che il problema da me posto è ora all'attenzione del Ministero dell'Interno.
Purtroppo devo essere onesto, non confido in una soluzione al mio/nostro (siamo molti italiani in questa situazione) problema da parte del Ministero dell'Interno.

Quindi chi le scrive è un cittadino italiano che ancora oggi si sente privato della propria libertà personale e quindi discriminato.
Le scrissi il 18 Maggio 2006 dopo la mia impresa "La rosa rossa per Tamara" ( http://www.inviaggiopertamara.com ) dove portai una rosa rossa alla mia compagna in Serbia.
La situazione è ancora la stessa, io e Tamara siamo e viviamo separati. Ci incontriamo una volta al mese per 3 o 4 giorni ed il resto lo passiamo comunicando le nostre sensazioni e gli eventi della nostra giornata al telefono. Siamo divisi dall'attuale regime dei visti d'ingresso in Italia.

Illustrissimo Signor Presidente, mi perdoni se le scrivo ancora ma personalmente non riesco a digerire il fatto che tutt'oggi, nell'anno 2006-2007, non posso vivere con la mia compagna della quale sono innamorato.
Ricordo ancora le scene del film "2001 odissea nella spazio" dove si dipingeva un mondo del 21° secolo di esplorazioni spaziali ed invece la realtà è che ancora oggi nel 2006 ad una coppia è vietato vivere assieme, è vietato condividere la propria esistenza.
Le ricordo che la mia compagna è extracomunitaria (Serbia) e grazie a questo dettaglio io vengo discriminato rispetto ad altri italiani che possono vivere assieme alle loro compagne italiane senza problemi.

Il 6 Maggio scorso sono partito con la mia moto, una Transalp 650, con una rosa rossa. L'ho fatto come un lupo solitario ma in piazza alla mia partenza ho trovato molti sostenitori e la stampa che non finiro' mai di ringraziare per il risalto che ha dato all'impresa.

Il 6 Maggio diventerà per me una data da ricordare e da replicare. Molti, nei loro messaggi di solidarietà, mi hanno invitato a replicare l'avventura perche' saranno con me in un viaggio che porterà rose rosse a tutte le nostre compagne nei balcani (dalla Serbia alla Macedonia).

Come Le ho accennato nella mia precedente email non smettero' di lottare pacificamente fino a quando non mi sentiro' un cittadino italiano libero, libero di amare e di vivere la propria vita con la sua compagna.

Cordiali saluti
Alessandro Arbitrio
Coppie miste: Terza lettera di Tamara e Alessandro al Presidente della Repubblica Italiana
Diritti umani basilari mancanti in Italia

Illustre Signor Presidente della Repubblica Italiana,
nel confermarLe la mia stima nei suoi confronti non riesco a nascondere la mia delusione sulle Sue dichiarazioni di qualche giorno fa sui PACS.
Io, come semplice cittadino italiano, leggo nelle sue dichiarazioni nuovamente una intenzione da parte dello Stato Italiano di consultarsi con la Chiesa, prima di emanare una legge che rispetterebbe i diritti di milioni di cittadini italiani.
Per quale motivo ? Per rispettare l'idea che ha la Chiesa dell'istituzione della famiglia?
In questo momento sono circondato da coppie (amici miei) che non potendo sposarsi stanno mettendo comunque al mondo un bambino.
Non si possono sposare perchè uno dei due componenti della coppia è in attesa dei 4 anni per l'ottenimento di un divorzio da un matrimonio precendente. Attualmente dobbiamo "subire" 3 anni di separazione ed uno di divorzio.
Un caso tutto italiano.
Siamo gli unici in Europa ad avere un processo di divorzio cosi lungo e complesso che tra le altre cose affolla inutilmente le aule dei tribunali.
E' questa la difesa dell'istituzione della famiglia che lo Stato Italiano offre a noi cittadini?
PACS, divorzio lungo e contorto sono due elementi che provocano reali sofferenze a milioni di cittadini italiani che vorrebbero sentirsi concretamente europei.
Illustre Signor Presidente della Repubblica Italiana, ci dia la possibilità di guardare il nostro Paese con una luce più attuale e contemporanea e al passo con i tempi.
In questo momento non Le nascondo la mia intenzione di lasciare il mio Paese che mi discrimina, per andare a vivere in Serbia con la mia compagna che non vedo da un mese, grazie alle attuali leggi italiane sul divorzio e alla totale assenza di una legislazione sui PACS.

Colgo l'occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti

Alessandro Arbitrio
In viaggio per Tamara - 6 Maggio 2006
Una rosa rossa attraversando i confini di Schengen
www.inviaggiopertamara.com
Coppie miste: Accanimento e persecuzione contro il cittadino italiano Alessandro Arbitrio - violazione dei diritti umani. (26/5/2007)

Illustrissimo Presidente della Repubblica Italiana,
chi Le scrive è ancora Alessandro Arbitrio il cittadino italiano che privato della sua libertà personale di convivere con la sua compagna serba Tamara, il 6 Maggio 2006 le porto' una rosa rossa da Roma in motocicletta. La mia storia sul sito www.inviaggiopertamara.com.

A distanza di quasi 4 anni e mezzo dall'inizio della mia relazione con Tamara ancora non sono in grado di vivere insieme a lei. Le ricordo che Tamara per poter entrare in Italia ha bisogno di un visto d'ingresso che difficilmente viene rilasciato dalla nostra ambasciata di Belgrado (a meno che non sono sposato o dimostro la volontà di assumere Tamara).

Due fatti mi stanno impedendo di convivere in Italia con Tamara:

1) Il Tribunale di Roma ha "casualmente" sbagliato la mia sentenza di divorzio dal mio matrimonio precedente. Non sono quindi ancora libero di sposarmi con Tamara a distanza di quasi 4 anni e mezzo anni dalla mia separazione. Non è questa una violazione dei diritti umani confrontando la nostra procedura di divorzio e gli errori che il Tribunale di Roma ha prodotto con il resto dell'Europa ? Non è questo accanimento nei miei confronti ? Grazie al Tribunale di Roma ancora oggi non so quando potrò sposarmi per creare una nuova famiglia con Tamara

2) Visto che il mio divorzio sembra impossibile da ottenere il mese di marzo 2006 (si proprio 2006!) ho presentato domanda per assumere Tamara come badante con la speranza di ottenere un visto per lavoro. Il nulla osta per lavoro relativo al "decreto flussi 2006"  non è ancora stato rilasciato dal Ministero dell'Interno - Ufficio Immigrazione di Roma e sono passati 14 mesi dalla mia presentazione della domanda di assunzione! A tal proposito ho querelato i responsabili di tale pratica per "omissione di atti d'ufficio" nei miei confronti.

Perché questo accanimento ? Perché questa persecuzione ? Perché questa privazione della mia liberà personale di poter convivere con la mia compagna in Italia? Devo interpretare tutto ciò come un invito ad abbandonare il mio paese ? E' questo che il mio paese, il paese dove sono nato, mi sta chiedendo ?

Ritengo questo impedimento e queste difficiltà un accanimento nei confronti miei, cittadino italiano, e di Tamara.

Le scrivo perché confido in un suo aiuto per cercare di capire veramente se devo abbandonare l'Italia in quanto cittadino perseguitato e privato dei diritti umani.

Alessandro Arbitrio
Il dramma delle coppie miste formate da cittadini italiani e cittadini stranieri
Questo sito internet è dedicato a tutte le coppie miste
A quanto pare non c'é nulla da fare per risolvere le difficoltà delle coppie miste. Nonostante abbia scritto 4 lettere al Presidente della Repubblica sull'argomento non sono riuscito a sensibilizzarlo sulle coppie miste.
Ma questa non vuole essere una dichiarazione di sconfitta ma un invito a tutte le altre coppie miste a scrivere. Scrivere a tutti per far sentire la nostra voce.