Spesso le ambasciate sono oggetto di scandali e fenomeni di corruzione. Dalla vendita dei visti, ai favoritismi, al traffico della prostituzione, al "mistero" dei call center che fruttano miglioni di euro all'anno, tutto è "lecito" per succhiare soldi agli stranieri (come se il visto d'ingresso per Schengen costasse poco!).
Le ambasciate sono la nostra pubblica amministrazione lontano da occhi indiscreti, spesso si sentono così sicuri e protetti che alla corruzione aggiungono anche arroganza. Ci vorrebbero controlli più seri e frequenti da parte del Ministero degli Affari Esteri, controlli che ora sono affidati soltanto ai forum che trattano di immigrazione e alla gente di buona volontà.
Tutto questo favorisce un gioco delle parti: le ambasciate guardano con sospetto noi coppie miste pensando che il partner italiano favorisca l'immigrazione clandestina.
Noi coppie miste guardiamo con sospetto le ambasciate perchè in passato sono state oggetto di scandali legati alla vendita dei visti !
QUESTO GIOCO DEVE FINIRE !
La corruzione nelle ambasciate - Visti garantiti al 100%
Il dramma delle coppie miste formate da cittadini italiani e cittadini stranieri
Corruzione
La battaglia di una coppia mista - Lupo solitario

Pubblichiamo qui un articolo interessante che spiega il meccanismo della corruzione nelle ambasciate. Ricordiamo al lettore che parliamo di una ambasciata europea in Bulgaria e che l'anno è il 2001 (si calcoli il prezzo attuale del visto!):

IL MECCANISMO DEL COMMERCIO DEI VISTI di Georgi Gotev - ("Sega", 16 gennaio 2001)

Una fonte che ha lavorato per lunghi anni come aiutante presso i servizi consolari di ambasciate occidentali ha raccontato quali sono i meccanismi del commercio dei visti. Non citiamo il suo nome, né quello dell'ambasciata del paese membro dell'UE dal quale ha tratto le sue osservazioni.

Il pagamento che il "cliente" deve preparare varia da 400 a 1000-1500 marchi a seconda del tipo di visto e del "tipo" dello stesso cliente. Si paga decisamente di più se il visto è per un "faraone" della mafia, una persona ricercata dalla polizia o "milionario da crediti" [così vengono definite in Bulgaria le persone che si sono arricchite illegalmente risucchiando fondi dallo stato tramite società fantasma o in bancarotta - N.d.T.]. Pagano un prezzo più caro anche i cittadini bulgari con nomi turchi. Anche le persone che vengono dalla provincia vengono trattate come facili vittime, da spennare il più possibile. I diversi soggetti che fanno parte dello schema sono uniti dall'interesse comune che le procedure per il rilascio dei visti non vengano facilitate, poiché ciò farebbe diminuire il prezzo dei loro servizi. Per questo motivo i candidati a ricevere il visto che hanno le carte in regola devono passare attraverso tutti i gironi infernali, con la prospettiva che magari alla fine il visto venga loro rifiutato senza spiegazioni. Il computer di Strasburgo, dove si trova il centro del sistema informativo di Schengen, è imparziale e rifiuta i visti a coloro relativamente ai quali i paesi membri possiedono dati secondo cui rappresentano una minaccia per l'area di Schengen. Tali persone, tuttavia, non sono molte e nella maggior parte dei casi sono effettivamente dei criminali. Dopo tale verifica il console ha il diritto di decidere in autonomia di "depennare" dei candidati. A questo livello i rifiuti sono molti di più. Proprio la paura di un rifiuto, che il console non è tenuto a motivare e che vale obbligatoriamente anche per le altre ambasciate dei paesi di Schengen, è ciò che spinge coloro che possono pagare ad attingere profondamente alle proprie tasche. Questa paura viene creata apposta. Le persone corrotte all'interno dell'ambasciata sono sia cittadini del rispettivo paese, sia nostri connazionali, che lavorano come impiegati addetti agli aspetti tecnici. Di regola il console stabilisce una procedura tale da fare sì di non avere in prima persona alcun contatto con coloro che desiderano ottenere il visto, ma da fare comunque in modo che l'organizzazione del lavoro crei occasioni di corruzione. Il console adotta sempre misure per conservarsi "pulito" nel caso in cui dovesse scoppiare uno scandalo per corruzione, indipendentemente dal fatto che egli vi sia coinvolto o meno. Ogni ambasciata conserva i formulari per le domande di visto insieme ai documenti a essi allegati. Il fatto che negli archivi manchino i documenti aggiuntivi o che addirittura non vengano conservati i formulari con la domanda di visto, consente di risalire a come è avvenuta la "decisione" di emettere il visto. Se le ambasciate lo desiderano, possono "intercettare" i propri impiegati poco scrupolosi. La persona chiave dello schema di corruzione è il Cuscinetto. Si tratta di una persona esterna, che non ha nulla a che fare con l'ambasciata se non il fatto di avervi facile accesso. Nel caso ideale il Cuscinetto è un solista, in alcuni casi è rappresentante di un tour operator. Si occupa di introdurre nell'ambasciata i passaporti e i formulari dei clienti in grado di pagare. Per questo lavoro riceve un pagamento in contanti di cinquanta marchi a passaporto. E' precisamente il Cuscinetto che consegna i passaporti all'uomo dell'ambasciata - l'Impiegato corrotto, che si occupa del disbrigo dei documenti e presenta al console i passaporti con i visti apposti e pronti per la firma. L'impiegato non prende mai una tangente dai clienti, per non diventare vittima di una provocazione. Riceve i soldi esclusivamente dal Cuscinetto, con il quale si conosce bene, in un luogo neutrale. La maggior parte della tariffa va all'Impiegato, il quale a sua volta la utilizza per saldare i conti con i suoi colleghi dell'ambasciata che gli garantiscono una copertura o una protezione, quelli con la società mediatrice e quelli con il Cuscinetto. Le società mediatrici di norma non sanno chi sia l'Impiegato all'interno delle ambasciate, anche se di fronte ai loro clienti si vantano di avere un loro uomo all'interno di queste ultime. In realtà lavorano solo con il Cuscinetto. Normalmente il Cuscinetto passa la maggior parte della sua giornata nell'uffico di una compagnia di assicurazioni, di un tour operator o di un'altra società che si trova nelle vicinanze dell'ambasciata. Per i servizi di sorveglianza dell'ambasciata e per la polizia non dovrebbe essere un segreto quali persone sono dei Cuscinetto. Il Cuscinetto non va a caccia di clienti - questo è un compito fondamentalmente delle società specializzate, indipendentemente dal fatto che siano agenzie turistiche, o soggetti che operano senza una registrazione legale e senza pagare tasse, i cui annunci relativi a "visti garantiti per Schengen" si possono leggere nei due quotidiani che dedicano molte pagine alle reclame. Sono loro a raccogliere i clienti e a consegnare i loro documenti al Cuscinetto. Questa redditizia attività ha trasformato Sofia in uno dei luoghi preferiti per il lavoro di molti impiegati di consolati occidentali, in particolare per il personale che si occupa degli aspetti tecnici. Alcuni di essi rifiutano incarichi apparentemente più attraenti e prolungano i propri mandati a Sofia a volte per più di dieci anni.